Possibili domande e relative risposte per la verifica di venerdì 24 maggio.
1) Cosa è il PEG?
Il
Polietilenglicole è un polimero preparato per polimerizzazione dell'ossido di
etilene; è il polietere che riveste la maggiore importanza commerciale per
volumi di produzione e applicazioni.
È solubile in
acqua e viene utilizzato nelle sue varie forme come antigelo, per utilizzi
farmaceutici, come lassativo e per la conservazione del legno (PEG-1000, cioè
con peso molecolare pari a 1000).
2) Quali sono gli utilizzi del PEG-1000 nel legno e come
funziona?
Il PEG è stato
utilizzato sin dagli anni sessanta come consolidante per reperti lignei
archeologici ritrovati sott'acqua o in ambienti umidi. Il primo reperto ligneo
di grandi dimensioni, consolidato mediante impregnazione con il PEG è stato il
vascello Vasa attualmente conservato presso l'omonimo museo costruito a
Stoccolma proprio per ospitare questo vascello. Il PEG è ancora oggi uno dei
materiali più diffusi per il consolidamento di legni archeologici bagnati,
nonostante siano stati identificati diversi problemi legati alla sua applicazione,
soprattutto in presenza di elementi metallici la cui corrosione è facilitata
dal fatto che il PEG si comporta come un conduttore di elettricità anche allo
stato solido.
Il meccanismo di
azione si basa sul fatto che il PEG-1000 sostituisce le molecole d’acqua legate
chimicamente alle proteine del legno, impedendo quindi che il legno si ritiri
nel momento in cui l’umidità diminuisce. Per questo motivo è importante
immergere il legno nel peg quando il contenuto di umidità sia al di sopra del
punto di saturazione.
3) Cosa è il WPC e che caratteristiche ha?
Il wood plastic
component è un materiale derivato dall’unione di fibre o farina di legno con
materiali termoplastici di varia natura. Vengono spesso aggiunti anche additivi
chimici e materiali cellulosici o di riempimento. Viene prodotto iniettando il
legno unito ai materiali plastici fusi all’interno di appositi stampi. Può
essere colorato in vari modi ed essere stampato in modo da avere un aspetto del
tutto simile a quello del legno naturale.
È particolarmente
resistente alla putrefazione, al deperimento e all’azione di ambienti salini.
Ha una resistenza ai funghi e ai parassiti superiore al legno normale e ha una
maggiore stabilità dimensionale rispetto all’umidità. Ha caratteristiche
meccaniche più simili a quelle della plastica, quindi inferiori a quelle del
legno e più tendenti al deperimento con il tempo.
4) Quali sono i principali utilizzi del WPC?
Viene utilizzato
in particolare per pavimentazioni esterne, staccionate, ringhiere, recinzioni e
panchine, grazie alla resistenza agli agenti atmosferici e alla stabilità
rispetto all’umidità. Viene inoltre utilizzato per finestre e arredi interni.
Viene considerato ecologico perché consente il riciclo delle plastiche, ma dopo
averlo utilizzato diviene difficile riutilizzare
nuovamente la plastica; si può invece fondere per realizzare nuovamente plastic
wood.
5) Descrivere il metodo gravimetrico (per pesata) per la
misurazione dell’umidità del legno
Il metodo di
riferimento previsto dalla normativa tecnica per la misurazione dell'umidità di
un singolo pezzo di legno di limitate dimensioni (detto "provino") è
il cosiddetto "metodo gravimetrico" o "per doppia pesata".
Esso deriva dalla applicazione letterale della definizione e necessita della
seguente attrezzatura minima:
- una stufa
ventilata e termostatata a 103±2°C; la ventilazione è necessaria per asportare
il valore liberato dal provino; la temperatura invece consente di trasformare
tutta l'acqua in vapore (a pressione normale) senza tuttavia dar luogo a
distillazione di estrattivi del legno (salvo casi particolari) oppure al
degradamento termico di certi costituenti la parete cellulare (che devono
rimanere intatti affinché le pesate non risultino falsate);
- una bilancia
tecnica o analitica, a seconda dei casi, avente una risoluzione tale da
consentire la determinazione dei pesi con una precisione minima dello 0,2%.
Operativamente
si effettua una prima pesata del provino e si determina il peso umido p. Si
mette poi il provino in stufa, lasciandolo indisturbato per 48 ore in modo che
possa perdere gran parte dell'umidità. Si effettua quindi una seconda pesata,
annotando la misura, e si mette di nuovo il provino in stufa per ulteriori 6
ore. Si ripete la pesata e si confronta l'ultimo dato con la registrazione precedente:
se la variazione di peso intervenuta nelle sei ore è trascurabile (minore dello
0,5%), si considera raggiunto lo stato di peso costante e di conseguenza si
assume che tutto il vapore, l'acqua libera e quella di saturazione siano stati
eliminati dal provino, che risulterà perfettamente anidro. Se invece la pesata
rivela una differenza non trascurabile, si rimette il provino in stufa per
ulteriori 6 ore e si ripete la procedura fino al raggiungimento di un valore di
peso costante tra le due ultime letture.
Resta così
determinato p0, che consentirà il calcolo dell'umidità originale del provino.
6) Descrivere il metodo elettrico per la misurazione
dell’umidità del legno (misura di resistività)
Il legno allo
stato anidro è un pessimo conduttore dell'elettricità, tanto da poter essere
annoverato fra i materiali isolanti. All'aumentare dell'umidità, la sua
resistività diminuisce seguendo una legge grosso modo esponenziale fino al
punto di saturazione, continuando poi a diminuire anche al di sopra di esso, ma
in modo più lento e meno regolare.
In definitiva,
sfruttando la correlazione esistente fra umidità del legno e resistività, è
possibile effettuare una determinazione indiretta della prima misurando la
seconda.
In pratica, dato
che un campo talmente esteso della resistività del legno in funzione
dell'umidità finisce per rendere poco influenti i parametri geometrici di
lunghezza e sezione (almeno entro certi limiti) del tratto attraversato dalla
corrente, nel legno si adottano strumenti ad elettrodi in cui a rigore ciò che
viene sempre misurato è in effetti una resistenza (non una resistività),
compiendo però un errore quasi sempre trascurabile ai fini pratici.
7)
Quale è il campo di
utilizzo dei misuratori di resistività? Come mai sopra e sotto tali limiti non
è possibile misurare?
6-30% MC. Dato infatti l'andamento
esponenziale della curva resistenza-umidità, per valori molto bassi di umidità
la resistenza diventa troppo alta per poter essere misurata dallo strumento;
viceversa per umidità al di sopra del punto di saturazione delle pareti
cellulari, la variazione della resistenza dell'umidità diventa relativamente
piccola e quindi poco significativa. Oltre i limiti citati di umidità
subentrano altre fonti di imprecisione per cui, indipendentemente dalla bontà e
precisione dello strumento, la lettura rimane affetta da una serie di
incertezze intrinseche alla natura della correlazione tra il parametro
elettrico e quello fisico. Tanto è vero che dinanzi a letture oltre il 30%,
l'operatore esperto attribuisce alle stesse una precisione molto bassa,
considerandole utili solo come orientamento di larga massima.
8)
Come vanno posti i due
elettrodi rispetto al legno?
Devono essere preferibilmente allineati
alle fibre altrimenti la resistività risulta più elevata.
9) Descrivere i misuratori a capacità per la determinazione
dell’umidità del legno
Sono strumenti
che misurano indirettamente l'umidità del legno basandosi sulle proprietà
dielettriche del materiale, legate alla presenza di molecole polari d'acqua. Si
tratta di misuratori detti genericamente "a radiofrequenza" che
basano il loro funzionamento sulla proprietà
del legno umido di accumulare, qualora sottoposto all'azione di un campo
elettrico, una carica elettrostatica (rappresentata dalla grandezza
denominata costante dielettrica), e di
restituire solo in parte l'energia elettrica accumulata al cessare oppure
all'invertirsi dell'azione del campo elettrico stesso (rappresentato dal
cosiddetto fattore di perdita dielettrica).
Gli strumenti
che misurano la costante dielettrica prendono il nome di misuratori a capacità,
e funzionano a radiofrequenze intorno a 0,5-1,0 MHz. Gli strumenti che misurano
invece il fattore di perdita dielettrica prendono il nome di misuratori a
dissipazione e funzionano a frequenze intorno ai 10 MHz.
In entrambi i
casi si tratta di strumenti provvisti di testa porta-elettrodi da appoggiare od
avvicinare semplicemente alla superficie del legno (misuratori "senza
contatto"). Per ogni tipo di assortimento legnoso (dimensioni, spessore,
ecc.) esistono elettrodi di dimensioni e forma ottimali. I modelli "senza
contatto" sono ideali per le
lavorazioni a ciclo continuo dell'industria e per i controlli assolutamente non
distruttivi manufatti delicati o pregiati (ad es. opere d'arte). Altro
vantaggio è la maggiore attendibilità per valori di umidità maggiori del 30%
rispetto ai misuratori a resistenza elettrica.
Gli svantaggi
risiedono nelle sensibilità alle variazioni di massa volumica del legno, per
cui devono essere calibrati in base alla massa volumica media delle diverse
specie.
I misuratori
elettrici risultano preziosi in tutte le occasioni in cui serve una misura
dell'umidità del legno pressoché immediata e poco distruttiva. Essi sono poco
ingombranti, sono alimentati a batteria, e se correttamente usati forniscono
risultati con uno scostamento massimo di 1-2 punti percentuali in più o in meno
rispetto al metodo per doppia pesata (errore tollerabile per molti fini
pratici, ma non in caso ad es. di contestazioni di forniture oppure per
ricerche di carattere scientifico).
10) Quale è il campo di utilizzo dei misuratori a capacità?
R.: 0-25%
11) Nei misuratori capacitivi, ha influenza il tipo di legno che
si sta misurando?
Sì, infatti
bisogna specificare alla macchina che tipo di legno si sta analizzando, perchè
il risultato cambia in base alla densità del legno (legni pesanti e legni
leggeri distorcono il campo magnetico in modo diverso, quindi necessario sapere che tipo di legno si sta
valutando per tarare lo strumento in modo adeguato).
12) Spiegare le problematiche relative all’essiccazione del
legno, che portano a tensioni interne ed eventuali fenditure
13)
Descrivere
l’essiccazione naturale.
Essiccazione
naturale del legno. L'essiccazione naturale del legno consiste nel lasciare
i pezzi di legno al riparo, in un ambiente secco e ventilato, senza alcun
ricorso a macchinari. Il tasso di umidità del legno si riduce progressivamente
in modo naturale. L'essiccazione naturale è un processo molto lento che può
durare anche diversi anni.
Si attua formando delle cataste con opportuni accorgimenti:
Si attua formando delle cataste con opportuni accorgimenti:
◊ omogeneità di specie legnosa e spessore
delle tavole
◊ listellatura (materiale, spessore e
larghezza adeguati; esatto posizionamento)
◊ orientamento rispetto a sole e venti
dominanti
◊ riparo da sole diretto e pioggia
◊ disposizione favorente la ventilazione
naturale
◊ distacco dal terreno di almeno 20cm
lasciandole poi esposte all’aria per un
tempo sufficiente (di solito circa 1 anno per ogni cm² di sezione)
14)
Descrivere
l’essiccazione artificiale.
Essiccazione artificiale del legno. L'essiccazione
artificiale del legno consiste nel porre i pezzi di legni in apposite camere
ventilate e asciutte, detti essiccatoi, le cui condizioni ambientali interne
dell'aria sono controllate mediante impianti climatici elettrici di
riscaldamento e di essiccazione del legno. L'essiccazione artificiale è un
processo molto più rapido rispetto a quello naturale. Il legno viene
completamente essiccato dopo 3-5 giorni di trattamento.
15)
Descrivere i
vantaggi e gli svantaggi dell’essiccazione artificiale rispetto a quella
naturale.
Principali vantaggi dell’essicazione
artificiale(SE i procedimenti sono attuati correttamente):
- possibilità di
ottenere qualsiasi valore di umidità predeterminato (indipendentemente dal
clima locale, dal periodo dell’anno, e dall’andamento climatico)
- omogeneità di
essiccazione (nei e fra i segati), e quindi migliori condizioni per le
lavorazioni successive
- tempi brevi di
essiccazione:
◊ minori
immobilizzi di capitale
◊ maggiore
flessibilità negli acquisti e nella organizzazione della produzione
- ridotto rischio di alterazioni da funghi
(è breve periodo in cui il legno si trova nelle condizioni che favoriscono
l’attacco)
- sterilizzazione del legno da insetti, uova, larve (SE vengono seguiti cicli adeguati per temperatura e umidità) (N.B. possibilità di successive reinfestazioni)
- sterilizzazione del legno da insetti, uova, larve (SE vengono seguiti cicli adeguati per temperatura e umidità) (N.B. possibilità di successive reinfestazioni)
Principali svantaggi e limiti
dell’essicazione artificiale:
- necessari
maggiori investimenti e costi di gestione
- maggiori
consumi energetici
- necessità di
personale specializzato per gestione e manutenzione degli impianti
- rischio di
gravi danni al legname, in caso di essiccazione mal condotta
- possibili
vincoli di carattere ambientale (rumori e vibrazioni, emissione di aria umida,
odori, vapori inquinanti, …)
16) Cosa sono le vernici impregnanti?
Le vernici
impregnanti per il legno sono delle particolari tipologie di vernici
trasparenti che offrono ad ogni tipo di manufatto in legno una grande
protezione. A differenza di quello che si potrebbe pensare la protezione non è
dovuta alla creazione di una pellicola trasparente sopra alla superficie in
legno ma anzi dal fatto che la vernice impregnante penetra in profondità nelle
fibre del legno proteggendolo direttamente dall’interno.
Le vernici
impregnanti offrono protezione da:
•pioggia
•vento
•sole
•salsedine
•funghi
•insetti
L’effetto
impermeabilizzante che le vernici impregnanti offrono e in generale la
protezione dai vari agenti atmosferici rende queste vernici la scelta ideale
per tutti i manufatti in legno per i giardini come ad esempio i giochi dei bambini,
le cucce per i cani, le casette per gli attrezzi, i box auto, i gazebo, le
pergole o le recinzioni. Grazie alle vernici impregnanti tutti questi manufatti
da esterno hanno una vita molto più lunga e riescono a mantenere inalterata la
loro bellezza anche in ambienti di mare dove spesso invece il legno si rovina a
causa del sale, della sabbia e del vento.
Le vernici
impregnanti sono oggi disponibili anche in versioni colorate. Si tratta di una
soluzione ideale per coloro che vogliono poter utilizzare un solo prodotto per
dipingere e per proteggere le superfici in legno contemporaneamente.
Generalmente
vengono passate due mani di impregnante a distanza di qualche ora o di un
giorno. Se si vuole passare una terza mano si dovrebbe attendere circa un mese
dopo la seconda.
17) Che umidità dovrebbe avere il legno per ricevere in modo
adeguato l’impregnante?
È consigliabile
un tasso di umidità tra il 20% e il 25%
18) Quali sono i principali vantaggi dell’impregnazione rispetto
alla verniciatura tradizionale?
Tossicità durante e dopo l'applicazione
|
NO
(base acqua)
|
Trattamento anche in presenza di polvere residua
della levigatura
|
SI
(è meglio tenere la superficie pulita ma è meno sensibile alla polvere
rispetto alla verniciatura)
|
Carteggiatura fra una mano e l'altra
|
NO
|
Creazione di film e pellicolature
|
NO
|
Crepe e screpolatura della finitura
|
NO
|
Tonalizzazione trasparente e non coprente
|
SI
|
Alterazione della conducibilità termica del legno
|
NO
|
Traspirabilità residua
|
ALTA
(>75%) in linea con i principi della bioedilizia
|
Reversibilità e rigenerabilità del trattamento senza
interventi asportativi
|
SI
(in caso di graffi è possibile impregnare localmente il legno senza che si
noti a differenza della verniciatura)
|
Protezione UV
|
SI
|
Rispetto
all’idrorepellenza invece è generalmente inferiore rispetto a quella garantita
dalla verniciatura.
19) Descrivere il ciclo di impregnazione sottovuoto del legno
Fase 1: Vuoto
iniziale
La catasta di
legno, una volta posizionata sul carrello motorizzato dell’autoclave, viene
inserita nell’impianto per l’avvio del ciclo.
La chiusura
ermetica del portellone consente alla macchina d’iniziare il trattamento
attraverso l’azionamento della pompa del vuoto. Questa fase, molto importante
per la buona riuscita del ciclo, libera le tracheidi del legno dall’aria,
generando una "depressione" che consentirà al legname di
"aspirare" nel suo interno la soluzione preservante. Il periodo di
vuoto può variare dai 30 ai 90 minuti a seconda delle caratteristiche del
legno.
Fase 2:
Riempimento
Una volta terminata
la prima fase, la depressione viene sfruttata per convogliare la soluzione di
trattamento dalla vasca inferiore verso l’autoclave superiore.
Fase 3 :
Applicazione della pressione
La terza fase di
trattamento ha l’importante compito di "forzare" la soluzione
nell’interno del legno.
Il funzionamento
della pompa a pressione può variare dai 30 ai 180 minuti a seconda delle
caratteristiche del materiale.
L’azione
combinata con il vuoto permetterà ai principi attivi di fissarsi in profondità
per garantire una protezione duratura.
Fase 4: Scarico
della soluzione
Terminate le
fasi di trattamento vere e proprie, attraverso una valvola di scarico
posizionata sul fondo dell’autoclave la soluzione non assorbita dal legno
ritorna nella vasca sottostante.
Appositi sistemi
automatici consentono di riequilibrare il contenuto di sali e di riportare al
livello ottimale l’impregnante per un nuovo ciclo.
Tutta la
soluzione non assorbita è disponibile per un nuovo impiego senza alcun spreco.
Fase 5: Vuoto di
recupero
Un’ulteriore
azione del vuoto della durata di circa 20-40 minuti facilita la fissazione dei
principi attivi nel legno.Questa fase è importante per favorire lo
"sgocciolamento" del materiale trattato.
Fase 6: Fine
ciclo
Al termine del
ciclo d’impregnazione l’autoclave viene riportata a pressione atmosferica ed il
legno è pronto per le successive fasi di lavorazione.
20) Descrivere la colla animale e i relativi utilizzi.
La colla animale
è stata la prima realizzata e deriva dalla pelle e dai tendini di alcuni
animali. Ha il pregio di essere l’unica colla reversibile: basta infatti
applicare calore per farla sciogliere. Questo la rende molto indicata per lavori
di restauro o particolarmente delicati. Ha il difetto di seccarsi molto
rapidamente; per ovviare questo inconveniente viene diluita con urea, che
consente di farla rimanere allo stato liquido per più tempo.
21) Quali sono i principali accorgimenti da tenere in considerazione
nell’applicazione di colla?
Il primo
elemento da considerare è la finitura
superficiale: le due parti a contatto devono presentare la minore rugosità
possibile ed essere planari, in modo da combaciare nel migliore dei modi.
Migliore è
l’accoppiamento delle due superfici da incollare, minore sarà la forza di
unione necessaria per ottenere una buona incollatura.
Un secondo
elemento particolarmente importante è la pulizia
superficiale, in quanto impurità e oleosità compromettono la qualità
dell’incollatura. Per questo, in presenza di legni particolarmente oleosi o
troppo umidi, è necessario lasciarli riposare fino a quando non abbiano espulso
le impurità.
Infine è
importante il modo in cui si applica la pressione
alle due parti da unire: infatti se la pressione non è ben distribuita è facile che il legno si danneggi o si sollevi sui
bordi; per evitare questo si possono sfruttare delle piastre metalliche da
interporre tra i morsetti e le parti in legno.
22) Perché le vecchie traversine ferroviarie, molto utilizzate
come elementi decorativi nei giardini, sono pericolose e andrebbero acquistate
solo dopo bonifica?
Le traversine
dei binari in legno, che vengono sostituite con traverse in cemento
precompresso, sono state a suo tempo trattate con creosoto.
Il creosoto è un
composto chimico derivato dalla distillazione del catrame di carbone, con cui
le traversine venivano impregnate per aumentarne le caratteristiche di durabilità
e resistenza alle intemperie ed è usato principalmente e quasi esclusivamente
come agente di conservazione del legno.
C'è un problema
però, il creosoto è tossico e cancerogeno. Il creosoto, oltre ad essere
altamente cancerogeno è altresì pericoloso per la salute individuale anche solo
tramite il contatto con la pelle o attraverso l’inalazione dei gas sprigionati
a seguito dell’aumento della temperatura appena al di sopra i 20 gradi. In
aggiunta è dannoso per l’ambiente a causa del rischio di inquinamento del suolo
e della falda acquifera. Non può quindi essere smaltito bruciandolo e va
trattato come rifiuto speciale, con conseguenze penali per chi non rispetta
questa disposizione di legge.
23) A che temperatura e in che ambiente si effettua il
trattamento termico del legno?
Tra i 165°C e i
240°C in ambiente controllato e povero di ossigeno (che essendo comburente
faciliterebbe la formazione di fiamma e l’incendio del legno).
24) Quali sono gli effetti principali dei trattamenti termici del
legno?
-
Aumento della stabilità dimensionale: il legno
si dilata e ritira in misura minore al variare dell’umidità perché le alte
temperature deteriorano le emicellulose, che sono la componente del legno con
maggiori capacità di trattenere l’acqua.
-
Scurimento del colore del legno: caratteristica
molto sfruttata per le latifoglie europee che hanno toni tendenzialmente chiari
-
Diminuzione della densità (massa volumica) dal
5% al 10%
-
Ritardo nel prendere fuoco ma maggiore velocità
nel bruciare una volta appiccato il fuoco (a causa della minore quantità di
acqua contenuta)
-
Aumento della fragilità e diminuzione della
resistenza: fino al 40%. Questo rende poco indicato il legno trattato
termicamente per utilizzi di tipo strutturale.
-
Aumento della durezza
-
Aumento della durabilità: la sterilizzazione
dovuta all’alta temperatura, il deterioramento degli amidi e la diminuzione
dell’igroscopicità rendono l’ambiente meno favorevole agli attacchi fungini.
Questi elementi rendono il trattamento termico molto utile in fase di export
dei legnami, per impedire la diffusione di parassiti esotici in ecosistemi dove
sono assenti i rispettivi predatori.
25) Che trattamento termico subiscono i pallets?
Con lo scopo di
ridurre il rischio di diffusione di organismi nocivi nelle foreste è stata
stilata dalla F.A.O. la normativa ISPM 15, che definisce le linee guida per il
corretto utilizzo di legname da imballaggio nelle esportazioni. L'ISPM 15
prevede che tutti gli imballaggi in legno siano sottoposti a trattamento
termico "HT". Tale trattamento prevede l’eliminazione di possibili
organismi nocivi mediante l’esposizione degli imballaggi a temperature superiori
ai 60° C per almeno 30 minuti, senza l’utilizzo di alcun prodotto chimico.
Dal primo gennaio
2011, per il rispetto degli standard obbligatori della European Pallets
Association, tutti i pallets prodotti, oltre a subire il trattamento HT devono
altresì essere essiccati, per contenere il tasso di umidità. L’essiccazione è
un trattamento diverso e di più lunga durata rispetto al trattamento HT, che se
effettuato con il contenimento dell’umidità residua a tassi inferiori al 19%
consente l’eliminazione del rischio di insorgenza di muffe nel breve e nel
lungo periodo. Il trattamento HT, invece, se ha l’indubbio vantaggio di
eliminare gli organismi nocivi per l’ambiente, non ottiene l’ulteriore
obiettivo di preservare il legno trattato dall’insorgenza di muffe, motivo di
possibili e probabili contestazioni all’atto dello scarico della merce nei
porti di destinazione.

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